A2A, il quartetto di Del Bono

Articolo tratto dal Giornale Di Brescia di Sabato 17 Maggio 2014.

La formazione è fatta, ora bisogna cominciare a giocare.
Brescia ha disegnato la squadra che sarà chiamata a rappresentarla dentro il Consiglio di amministrazione della "nuova" A2A.

Ieri attorno alle 18 in Comune le firme di accettazione da parte dei quattro candidati consiglieri di amministrazione espressi da Palazzo Loggia, mentre il deposito della lista unitaria delle due amministrazioni soci titolari della maggiornaza delle quote societarie - ieri i sindaci Del Bono e Pisapia si sono incontrati - è fissata per lunedì.
Intanto si fa sempre più probabile l'indicazione di Valerio Camerano (ex ad Gdf Suez Energie) come amministratore delegato della multi utility.

Ma restiamo al Consiglio di amministrazione.
Accanto al nome già emerso di Giovanni Valotti per la presidenza (bresciano di nascita e di studi, milanese per impegni accademici e professionali, Valotti è prorettore alla Bocconi e attuale presidente di Metropolitane milanesi, è indicato formalmente da Palazzo Marino come scelta condivisa con la Loggia) figurano quelli di Giovanni Comboni (una laurea in filosofia e un solido curriculum da amministratore industriale, docente alla Bocconi e già vicesindaco delle città con Mino Martinazzoli), Antonio Bonomo (già dirigente di Asm, uno dei padri tecnici di teleriscaldamento e termoutilizatore), Elisabetta Ceretti e Fausto Di Mezza (storico esponente di FI bresciana, assessore al Bilancio col sindaco Adriano Paroli, già vicepresidente nel Consiglio di sorveglianza A2A guidato da Pippo Ranci).

Proprio la scelta della Loggia di far entrare in Cda un nome sostenuto dall'opposizione di centrodestra in Consiglio comunale "sposta" Norberto Rosini (commercialista di lungo corso, già nella governance di A2A con le Sorveglianze di Tarantini e Ranci) al Collegio dei revisori dei conti.
Verso la definizione - come detto - il nodo dell'amministratore delegato. Il confronto a lungo irrisolto fra i due Comuni proprietari di riferimento (con Milano a spingere per l'ex manager Eni Stefano Cao che avrebbe rappresentato un elemento di novità e Brescia a preferire l'indicazione di Renato Ravanelli, attuale e storico direttore generale) pare destinato a trovare una soluzione convergendo sul nome di Valerio Camerano.
La figura dell'ex amministratore delegato di Gdf Suez Energie sarebbe emersa da una scrematura di curricula cui i due Comuni si sono rivolti.

Definita la formazione, quindi, ora bisogna cominciare a giocare.
E la palla torna al centro ripartendo dai dati dell'ultima trimestrale frutto della gestione firmata Graziano Tarantini (riduzione dei volumi di attività fra crisi della domanda di energia e inverno mite, ma anche aumento del margine operativo e riduzione ulteriore dell'indebitamento).
Ripartendo da un piano industriale che indica chiaramente nella filiera ambiente uno dei campi di sviluppo. E ripartendo dalla scelta effettuata dai due Comuni di cedere pariteticamente il 5% delle quote.

Operazioen originariamente prevista entro il 30 giugno ma che (visto l'andamento del titolo, che dopo giorni di flessione ieri ha perso un ulteriore 0,8 finendo a quota 0,822 sotto la media dell'ultimo semestre) potrebbe anche slittare più in là.

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